Invitiamo gli utenti che hanno disabilità visiva a leggere la sezione informativa sull'accessibilità del presente sito per usufruire al meglio dei servizi messi a disposizione dal comune di Caselle Torinese - 
Salta ai contenuti della pagina Salta al menù delle sezioni
Home » La città di Caselle » Storia di Caselle Torinese
Ultimo aggiornamento il 30/01/2012
Inizio menù contenuti sito

Storia di Caselle Torinese

 La storia della città di Caselle Torinese (quasi18.000 abitanti compresa la frazione Mappano, 277 metri sul livello del mare, 2955 ettari di superficie) ci racconta che fin dall’epoca romana Caselle era già una piccola comunità, lo testimonia la scoperta di una tomba laterizia, attribuibile alla prima metà del I secolo dopo Cristo, nella regione Lavoresco, vicino al Malanghero. Oltretutto è passata alla storia con la "centuriazione di Caselle" con la quale i romani disegnavano le planimetrie dei territori da loro conquistati. Successivamente fece parte di una Contea Longobardica, e soltanto quando Carlo Magno scese in Italia nel 773 e cacciò i Longobardi Caselle entrò a far parte, fino alI’888, della contea di Torino, sotto i Franchi.

Berengario divise - verso l’anno 990 - l’antica Marca d’Italia in quattro. La parte che comprendeva Torino, e quindi anche Caselle, venne assegnata ad Arduino Glabrione. Dopo la morte della marchesa Adelaide Caselle passò sotto il dominio dei Marchesi di Monferrato. Intanto il figlio di Guglielmo di Monferrato, Giovanni, nel 1296 sposò Margherita di Savoia, figlia di Amedeo V e nel contratto nuziale entrarono anche i redditi assicurati dai Castelli di Lanzo, Ciriè e Caselle con i loro mandamenti. Margherita rimase presto vedova, ma era pur sempre la Signora delle tre Castellanie. Mori nel 1349. Da quel tempo Caselle rimase definitivamente sotto il dominio dei Savoia.Nel secolo XVI fu colpita dalla peste, gravissima quella del 1564. In quel tempo Signore di Caselle era Claudio di Savoia-Racconigi. L’economia era abbastanza fiorente, specie lungo i suoi due principali canali, quello dei Sinibaldi e quello dei Molini, che davano forza ai numerosi battitoi che si trovavano lungo le loro sponde, specie quelli della carta e della canapa. Pochi anni dopo Gutemberg, il tipografo Giovanni Fabri stampa a Caselle uno dei primi libri al mondo, un incunabolo di inestimabile valore.

Ai primi del Cinquecento arrivano a Caselle i Servi di Maria, e per abbellire la chiesa del loro convento il Defendente Ferrari nel 1505 dipinge una stupenda pala d’altare "la Madonna del Popolo" che oggi si trova nel Palazzo Mosca.
Nel 1605 Carlo Emanuele riconferma le patenti e le franchigie a favore della comunità casellese, già concesse da Amedeo V nel 1310 e da Aimone di Savoia nel 1337. Nel 1620 il duca di Savoia Carlo Emanuele I dava Caselle in appannaggio al figlio terzogenito principe Tommaso (che mori nel 1656) il quale nel 1626 ampliava notevolmente e abbelliva la tenuta della Carignana fino a farne una casa di caccia principesca, oltre che ad essere la Cartiera Ducale. Tommaso abbellì anche il castello, che affonda le radici intorno al 1200, e ne fece dimora nobile dei Savoia-Carignano. Bellissimi gli affreschi ancora esistenti - che necessitano di un pronto restauro sulla facciata interna del castello di piazza Boschiassi, castello questo per modo di dire perché è senza torri, senza merlature e senza ponte levatoio.
Nel 1705 anche Caselle subì l’occupazione dei francesi. Per la battaglia di Torino inviò 134 dei suoi soldati, buoi e altro materiale utile alla guerra; i feriti dei dintorni vennero ricoverati nella Tenuta della Carignana.

Data 1721 la costruzione della chiesa della Confraternita dei Battuti, un vero gioiello di barocco piemontese attribuita a Costanzo Michela. Interessante e di origini antiche anche la chiesa di San Giovanni e quella di Santa Maria, il cui campanile è stato accorciato perché la sua altezza era un pericolo per gli aerei in fase di atterraggio. Importanti e splendidi gli affreschi che si trovano nella Cappella della Madonnina, e quanto mai ricca è anche la storia della chiesa di S. Anna, un borgo suggestivo nel quale don Bosco andava a riposarsi d’estate. Questa regione casellese fu terra dei baroni Bianco di Barbania che dettero un notevole impulso alla zona. Anche la frazione Mappano, che dista circa 7 km. dal capoluogo, ha una storia ricca: dalle paludi e dai fanghi delle risaie del tempo è riuscita, grazie anche ai suoi Lavandè, a costruirsi un tessuto di fiorente economia. Anche per questo ora si sente stretta nell’abito di Frazione e pertanto sta cercando da tempo e con forza di realizzare l’autonomia diventando Comune.

Caselle nella sua lunga storia annovera anche il fatto di essere sede di un importante aeroporto internazionale che attualmente movimenta oltre 3 milioni di passeggeri all’anno. Questo è anche uno dei motivi per i quali Caselle - che dal 1994 ha il titolo di Città - è ormai un piccolo nome che vola in tutto il mondo.

Testo a cura di Gianni Rigodanza

Fine contenuti sito